STORIA DEL CARLINO

Alcuni studiosi del passato, come il Buffon, lo volevano discendente dell' Alano, mentre il Reul lo considerava la miniaturizzazione del mastino. Il Vircy, a tale proposito, era convinto che, perché i cuccioli di mastino divenissero Carlini, si dovesse somministrare loro dell'acquavite. Oggi tali fantasiose teorie non sono neppure prese in considerazione, e tutti sono concordi sull'origine cinese della razza. 

Una delle più significative testimonianze iconografiche è una pergamena cinese di presunta epoca Ch' ing in cui sono rappresentati piccoli cani di corte dove si riconoscono uno Shih-tzu, un Pechinese e un Carlino. Il loro possesso era un'esclusiva dei membri della famiglia imperiale e degli alti dignitari di corte. Non di raro li si può ritrovare sotto forma di cani-leone, principalmente realizzati in ceramica bianco turchese, risalenti alla dinastia dei Ming, posti in coppia all'ingresso dei templi con la funzione di allontanare gli spiriti negativi. Nel "celeste impero" il Carlino assunse diverse denominazioni, come foo, wo e lo chaing sze, mentre in Giappone fu chiamato pai dog. In Cina le rughe sulla fronte dei Carlini sono state oggetto di varie credenze. Alcuni pensavano che raffigurassero il diamante dell' Imperatore, perchè concentriche, formano il disegno di una pietra. Il Principe Mark in Cina ha visto rappresentati nelle rughe dei cani due ideogrammi che esprimono massima distinzione e nobiltà. 

La sua diffusione in Europa si può far risalire al XVII sec., allor quando alcuni vascelli olandesi che facevano rotta verso l'estremo oriente trasportarono alcuni esemplari  nei Paesi Bassi. Nel vecchio continente seppur sotto diversi nomi, trovò accoglienza nelle maggiori corti d' Europa. In Olanda lo battezzarono mopshond ( mastino d' Olanda), in Germania venne chiamato mops ( musetto ), in Gran Bretagna lo soprannominarono pug o pug-dog sulla cui etimologia esistono pareri discordanti. Tuttavia i primi esemplari giunsero al seguito di Gugliemo III e Maria II provenienti dai Paesi Bassi per insediarsi sul trono inglese. In Francia assunse invece i nomi di dogmus e roquet, solo in un secondo tempo, a causa del suo musetto scuro fu ribattezzato Carlin, dal nome di una popolare maschera della commedia dell'arte, corrispondente al nostro Arlecchino, che alla fine del XVIII sec. era interpretata dall'attore italiano Carlo Bertinazzi.

Anche Giuseppina Beauharnais moglie di Napoleone, aveva un Carlino, ma il Primo console non lo sopportava. Giuseppina portò il cane nella camera nuziale fin dalla prima notte di nozze. Proprio in quell'occasione si dice che il Carlino si avventò alla gamba di Napoleone. Il Carlino si chiamava Fortune, e fu ucciso dal cane del cuoco, allora Giuseppina ne accolse subito un' altro al quale dette lo stesso nome. Tuttavia questa razza divenne il cane di casa Bonaparte e il fratello Luciano che se ne invaghì più di tutti ne allevò alcune decine.

Nel nostro paese l' italianizzazione del termine lo ha poi portato a divenire il Carlino. In Occidente le testimonianze artistiche che documentano il suo rango sono innumerevoli ; si pensi solo per citarne due, al ritratto di Giorgio III d' Inghilterra conservato a Hampton Court o al ritratto del cane di Maria Antonietta moglie di Luigi XVI, opera del pittore di corte Oudry. Passata l' epoca dei privilegi di casta, il Carlino ha vissuto alterni momenti di oblio e popolarità legandosi a vari personaggi della mondanità internazionale. Attualmente in Italia, sta riscuotendo un discreto successo, anche se i paesi anglosassoni e nord europei in generale continuano a rappresentare un importante riferimento per tutti i cultori di questo piccolo grande cane.


CARLINO FCI Standard N° 2 53 / 11.05.1998
ORIGINE: Gran Bretagna

DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE:
24.06.1987

UTILIZZAZIONE: Cane da compagnia


CLASSIFICAZIONE F.C.I.: 
Gruppo 9 Cani da compagnia
Sezione 11 Molossoidi di piccola taglia
Senza prova di lavoro

ASPETTO GENERALE
Decisamente quadrato e raccolto, è il “multum in parvo “ dimostrato nella compattezza di forme, struttura ben solida e muscolatura potente.

TEMPERAMENTO – CARATTERE
Grande fascino, dignità e intelligenza. Umore sempre uguale, temperamento felice e vivace.

TESTA 
Larga, rotonda, non a forma di mela. REGIONE DEL CRANIO. Cranio senza solco. Rughe nettamente definite. REGIONE DEL MUSO. Muso corto, smussato, quadrato, non all’insù. Denti leggermente prognato. Mascelle deviate (wry mouth), denti o lingua evidenti sono altamente indesiderabili. Mascella inferiore larga con gli incisivi quasi in linea retta. Occhi scuri, molto larghi, di forma globosa, dall’espressione dolce e sollecita, molto lucidi e, quando il cane è eccitato, pieni di fuoco. Orecchi sottili, piccoli, morbidi come velluto nero. Due tipi: “ a rosa”: piccolo orecchio che si piega all’indietro e rivela la voluta interna; “ a bottone”: padiglioni piegati in avanti, la punta aderente al cranio per coprire l’orifizio, e rivolta verso l’occhio. Preferiti questi ultimi.

COLLO 
Leggermente arcuato, a criniera, forte, spesso, abbastanza lungo da poter portare la testa orgogliosamente

CORPO 
Corto e compatto. Dorso linea superiore orizzontale, né cifotica né insellata. Torace ampio e con buona cassa toracica.

CODA 
Ritorta, inserita alta, arrotolata il più strettamente possibile sul dorso. Assai desiderabile il doppio giro.

ARTI
ARTI ANTERIORI: arti molto forti, diritti, di media lunghezza, e ben sotto il corpo. Spalle ben oblique. ARTI POSTERIORI: arti molto forti, di moderata lunghezza, ben sotto il corpo, diritti e paralleli se visti da dietro. Ginocchio con buona angolazione. PIEDI non così lunghi come i piedi di lepre, e non così rotondi come i piedi di gatto; dita ben staccate. Unghie nere

PASSO 
Visto dal davanti, il cane dovrebbe alzarsi ed abbassasi con gli arti ben sotto le spalle, con i piedi diretti in avanti, non deviati né in dentro né in fuori. Da dietro, il movimento è ugualmente corretto. Gli anteriori hanno un forte allungo e i posteriori si muovono liberamente e usando bene le ginocchia. Un leggero rollio del posteriore rende più tipico il movimento.

MANTELLO 
PELO fine, liscio, morbido, corto e lucido; né ruvido né lanoso. COLORE argento, albicocca, fulvo o nero. Ognuno di loro nettamente definito, per avere un netto contrasto fra la traccia (striscia nera che va dall’occipite alla coda) e la maschera. Le macchie sono nettamente definite. Muso o maschera, orecchi, nei sulle guance, “segni di pollice” (ditate), losanga sulla fronte e striscia sul dorso, tutti il più nero possibile.

PESO
Peso ideale: 6,3 – 8,1 kg

DIFETTI
qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata come difetto e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità e ai suoi effetti sulla salute e sul benessere del cane. Qualsiasi cane che presenti in modo evidente anomalie d’ordine fisico o comportamentale sarà squalificato.

N.B
I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto.